ZeRo Metodo Vol 1 – Cap 19 - seppellito vivo
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"La morte ordinaria è solo per persone ordinarie." - Aleister Crowley
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Finora Francesco era riuscito a superare i test più importanti, e allora perché Zero continuava a prendersi gioco di lui?
Zero in realtà non si prendeva gioco di Francesco. Si prendeva gioco della sua mente, del suo sistema cognitivo, del suo ego. Per lui era naturale prendersi gioco di un ridicolo personaggio.
Il tragicomico personaggio umano è una marionetta dell'Infinito e la sua principale funzione è quella satirica, ironica, spiritosa. L'autoironia è una delle reazioni più mature che possa avere il ridicolo personaggio umano. A tal proposito, la lezione del giorno consisteva nel simulare la propria morte.
***
- "Francesco, sai cosa vuol dire 'morto in vita'?"
- "No".
- "Si tratta di un'espressione orientale utilizzata per indicare la condizione di un essere autorealizzato. Al posto di 'morto in vita' si può dire 'liberato in vita' oppure auto-liberato. Tutte espressioni per riferirsi alla liberazione dall'ego o alla cessazione dell'identificazione con il corpo e la mente. Oggi è il giorno della tua morte in vita".
- "Cosa avresti intenzione di fare? Seppellirmi vivo?", disse Francesco a mo' di battuta.
- "Esatto.
Sapevi che anticamente c'era un rituale in cui veniva simulata la morte di se stessi?
Ci si coricava all'interno di un sotterraneo e si trascorreva la notte là sotto.
Mentre si rimaneva là sotto, si immaginava la morte della propria persona. Ma non era finita lì. Contemporaneamente alla propria morte si contemplava la propria rinascita.
All'alba si usciva dal sotterraneo nei panni di un'altra persona. Quel rituale serviva per sbarazzarsi psicologicamente, emotivamente e spiritualmente del proprio ego.
Presto ti sottoporrai a quell'antico rituale di morte e rinascita. Ma prima devi superare una fase preliminare.
Per i prossimi tre giorni dovrai recarti all'obitorio di questo mio amico.
Il tuo compito consiste nel contemplare un cadavere dopo l'altro come se si trattasse del corpo di tuo padre, tua madre, tua sorella oppure della tua fidanzata.
Loro per te devono essere già morti e sepolti".
Francesco si sarebbe aspettato di tutto da un tizio del genere, per cui non tentò neppure di controbattere. Oramai, di fronte alla follia del suo spiritual coach, riusciva soltanto a sdrammatizzare.
- "Sempre allegre e solari le tue esercitazioni..."
...
Il giorno dopo Francesco parcheggiò fuori dall'obitorio. Si mise d'accordo con l'addetto all'obitorio e ottenne il lasciapassare.
Aveva già assistito alla morte di qualcuno, ma non aveva mai contemplato la possibilità che quel qualcuno fosse un parente stretto, un amico o la persona più importante della sua vita, la sua fidanzata.
Il primo impatto non fu dei migliori. E quello era solo il primo giorno di contemplazione, figuriamoci gli altri giorni.
Gli venivano i brividi al solo pensiero di associare la vista del primo cadavere all'immagine di sua sorella o alla sua fidanzata. Se non fosse stato per il precedente addestramento, avrebbe lasciato immediatamente quel posto.
Mentre le ore passavano si mise a sfogliare un paio di libri a tema suggeriti da Zero:
- Il Bardo Thodol (o libro tibetano dei morti), un antico manoscritto del maestro tibetano PadmaSambhava.
- Immortalità e reincarnazione (Dottrine e pratiche della Cina, del Tibet, dell'India), scritto da Alexandra David-Neel.
Si segnò un paio di riflessioni che lo avevano folgorato.
- "Solo quando sai come morire, sai come vivere" - Detto Tibetano.
...
- "Se i nostri sensi ci ingannano su tutto, dobbiamo credere a loro, quando ci pongono davanti l’immagine di un altro, totalmente distinto da noi?
Non essendo “svegli” non possiamo farcene un’idea, come il dormiente assorto nel sogno non può rendersi conto di ciò che esiste al di fuori della sua visione onirica." - A. David Neel
...
Tra una pagina e l'altra buttava l'occhio su un cadavere. Poi chiudeva gli occhi, ripensava a qualcuno di familiare e fingeva che quella persona cara si trovasse al posto del cadavere. Passava in rassegna tutte le persone che appartenevano al suo passato.
Dopo ciascuna contemplazione tornava a leggere qualche frase.
Francesco leggeva e rileggeva ossessivamente le riflessioni di quei Maestri Spirituali. Voleva estrarre il succo di quei messaggi. Quale poteva essere il loro significato profondo?
Immaginava che quei saggi si rivolgessero direttamente a lui, mentre tentava di trovare una risposta ai loro quesiti.
Ormai era completamente immerso in questo profondo stato di consapevolezza.
La sua mente formulò i seguenti pensieri:
"Se i sensi ci ingannano su tutto, allora mi stanno ingannando anche in questo momento?
Non posso credere a qualcosa di ingannevole.
Ho sempre creduto che ci fosse qualche differenza tra il mio corpo e il corpo di questo cadavere. Ma alla fine sono soltanto degli ammassi di carne.
Volendo anche il mio corpo è un cadavere, un semplice cadavere ambulante.
La stessa cosa vale per il corpo dei miei amici o della mia fidanzata. Si tratta di cadaveri ambulanti, animati da specifiche sensazioni, coadiuvati da un particolare flusso di coscienza, e spesso gonfiati da un ego stratosferico."
...
Francesco non lo sapeva, ma quelle macabre contemplazioni, e le conseguenti realizzazioni, gli stavano facendo fare passi da gigante nel percorso che aveva scelto, il percorso di azzeramento.
Il periodo di contemplazione dei cadaveri terminò e Francesco raggiunse la sua guida spirituale.
- "Com'è andata all'obitorio?"
- "Abbastanza bene. Credo di aver preso maggior familiarità con il fenomeno della morte".
- "Bene. Ti ricordi che dobbiamo riprendere il test della sepoltura?"
- "Si, ricordo".
- "Sei pronto a morire?"
- "Si".
La risposta fu secca.
Francesco rispose senza esitazione. Non aveva paura e non provava neppure un briciolo di ansia. Il vecchio Francesco oramai era già morto. Il suo ego era stato disintegrato da una serie di prove assurde, il cui superamento non poteva che portare alla morte in vita.
In realtà Francesco era già morto, e questo Zero lo sapeva già.
Il rituale era puramente formale. Un modo bizzarro per suggellare e festeggiare l'autorealizzazione.
Prima di procedere vennero date alcune istruzioni finali.
- "Quando la morte verrà a reclamare il suo bottino, cioè l'organismo che ti sta ospitando, fai in modo di farti trovare pronto a mollare tutto. Accertati di aver abbandonato anche il più piccolo attaccamento al mondo delle apparenze.
La morte non ha pietà. Se non impari a cedere tutto quello che stringi con il tuo misero ego, il tuo corpo ti verrà strappato con veemenza e brutalità.
Se fai i capricci, e non molli la presa dalle apparenze esterne, verrai stuprato dalla morte.
Mentre rimarrai chiuso in quella bara dovrai allenare la tua mente a lasciar andare tutto ciò che hai creduto di possedere. Lascia che la morte prenda ciò che desidera e poi lasciala andare.
Fai si che la morte sia per te solamente una rapida folata di vento. Lascia che afferri il tuo ridicolo personaggio umano.
Al suo arrivo, non difendere la tua vita. Non lottare contro di Lei. Lasciati toccare con non curanza. Anzi, fai in modo che tocchi e strappi via il tuo inutile ego.
Quando lei arriva, tu non devi più esserci.
Non deve esserci più nulla di tuo.
All'arrivo della morte, tu devi essere già morto!
Chiaro?"
- "Chiaro!"
- "Bene. Ora entra in questa bara".
- "Ok".
Francesco non fece una piega. Entrò senza esitazione.
Prima che la bara venisse chiusa, Zero fece un'ultima domanda.
- "Ah, Fra, per caso ti avevo già detto che tu sei già morto per i tuoi conoscenti?"
- "Per i miei conoscenti io sarei già morto?"
- "Già. Per loro tu sei morto e sepolto".
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