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ZeRo Metodo Vol 1 – Cap 17

  • 1 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

   Disponibile qui: https://payhip.com/ZeRoVe


Dopo due giorni i due si incontrarono dentro al solito teatro.


- "Francesco, sai qual è il prezzo della Verità?"

- "No?"

- "Tutto!"

- "Tutto?"

- "Esatto".

- "Ti riferisci a tutti i miei soldi?"

- "No. Quelli erano un sotterfugio per coinvolgerti in questo percorso. Sai, l'uomo comune viene motivato da pochi stimoli e uno di questi è il denaro. Se ti avessi proposto un percorso gratuito il tuo intelletto lo avrebbe sottovalutato, considerandolo insignificante. Comunque il prezzo della Verità va ben oltre il denaro che possiedi. La Verità non fa sconti e la sua realizzazione richiede il disincanto da tutto ciò che ti sta più a cuore: tutte le tue convinzioni, tutte le tue aspettative, tutti i tuoi attaccamenti, tutte le tue gioie e - per fortuna - tutti i tuoi dispiaceri. Non male come negoziazione, vero?"

- "In effetti, se include anche i dolori allora non è male".

- "Esatto. Molti si scandalizzano perché pensano solo ai piaceri, ma se valutassero l'intera offerta, e mettessero tutti i prodotti sul piatto della bilancia, capirebbero il valore di quel sacrificio, senza neppure considerarlo un sacrificio. Nel tuo caso hai dovuto sacrificare un attaccamento sentimentale".

- "Ho barattato la Verità con il piacere e il dispiacere?"

- "La Verità non scende a patti. Quando essa viene realizzata si limita semplicemente a riscuotere ciò che deve riscuotere. Un po' come l'agenzia delle entrate, ma senza compromessi o interessi personali. Poco fa la Verità ha riscosso un attaccamento emotivo. Questa riscossione sarebbe avvenuta comunque. Tu hai semplicemente accelerato i tempi rinunciando a un attaccamento".

- "Dunque l'attaccamento è un male?"

- "No. È un po' come la fede o la fiducia: il suo valore dipende da dove viene riposta. Quando viene malriposta produce malessere".

- "Ma cos'è di preciso l'attaccamento?"

- "L'attaccamento è la forza aggregante che tiene assieme non solo ogni relazione ma anche ogni tipo di dipendenza (fisica, sociale, sentimentale, mentale). Quella forza aggregante, quando viene malriposta, tiene assieme la tua sofferenza inutile. Hai presente tutta quella sofferenza e tutta l'afflizione che tenti di rimuovere dalla tua prigione mentale?

Ecco, in realtà non c'è".

- "Non c'è?"

- "Sì, hai capito bene. Non esiste. Certo, la senti in quel modo, la percepisci in quel modo. Ma non è affatto così come viene percepita. Puoi disingannarti da tutto quello che credi di percepire. Ora. Immediatamente. Oppure tra un secondo, un minuto, un mese, un anno, 20 anni, una vita. Non c'è fretta. Non si tratta di sforzo, pratica, iniziazione, metafisica, spiritualità, sacre scritture, blah, blah... Questo riconoscimento è brusco e subitaneo come un fulmine a ciel sereno e può accadere in qualsiasi momento. E quando accade ti fa l'occhiolino in modo beffardo, come dire: Ehi, guarda che non era vero niente, non è successo nulla..."

- "L'attaccamento era la forza aggregante che teneva assieme la mia relazione con Giulia. Ora che da parte mia non c'è attaccamento emotivo, la relazione non può continuare. In quelle condizioni la relazione era comunque destinata a rompersi. E a pensarci bene, la rottura di una relazione è un evento inevitabile".

- "L'interruzione o la fine di una relazione è dovuta alla sospensione della sottostante forza aggregante. In stato di forte attaccamento, o intensa dipendenza, l'indebolimento di quella forza aggregante viene percepito come un impulso disgregante".

- "La disgregazione riguarda l'attaccamento in sé e non l'individuo..."

- "Esatto. La disgregazione colpisce la struttura della personalità, la psiche, l'ego, l'io, l'intelletto. Ciò che in effetti sta per essere disgregato è l'insieme delle tendenze abituali che dominavano la vita di quell'individuo. Prendiamo ad esempio le abitudini. La difficoltà nel cambiare un'abitudine non sta tanto nel sostituire un'abitudine ma nell'eccessiva familiarità con la vecchia abitudine. La sostituzione di un'abitudine può essere semplice tanto quanto la sostituzione di una caramella. La stessa cosa vale per la maggioranza delle attività, dei rapporti o delle relazioni. Nel tempo si è formato un collante invisibile, fatto di giudizi e sentimenti, che rende sgradevole l'atto del distacco".

- "A quel punto il semplice atto di prendere le distanze da qualcuno o da qualcosa viene percepito come uno sforzo enorme..."

- "Corretto. Quella percezione però non rispecchia la realtà dei fatti. Occorre ricordarsi che c'è una specie di collante che addolcisce il contatto con il noto e rende amaro l'avvicinamento all'ignoto. Quando si riconosce il trucco, o la trappola, sarà più facile evitare di ricaderci dentro. La forza aggregante e la forza disgregante saranno ancora lì, ma verranno percepite come una forze neutrale e impersonale. E quando qualcosa viene percepito come neutrale, o impersonale, diventa anche meno opprimente. Il cambiamento diventa meno destabilizzante, la perdita diventa meno inquietante..."

- "L'ignoto diventa meno spaventoso, la trasformazione diventa più invitante, l'Infinito diventa più stuzzicante!"

- "Ottima osservazione. Come vedi la tua mente è in grado di penetrare la vera natura del sistema sociale. Qualunque relazione è precaria, instabile, fittizia. Tu non ti sei sforzato di rompere una relazione stabile. Mediante il tuo vuoto interiore, o la tua assenza di attaccamento, hai semplicemente lasciato che essa si rompesse da sola.

Forse Giulia farà fatica ad accettare questa rottura, ma tu non hai fatto nessuno sforzo. Tu hai semplicemente lasciato disgregare qualcosa che si stava già disgregando.

Ora voglio che tu utilizzi questa forza aggregante per fare un esperimento sociale.

Dovrai stringere e poi disfare nuovi rapporti di amicizia, rapporti lavorativi, rapporti sentimentali. Poi dovrai disgregare il rapporto appena costruito. Il tuo compito è prendere dimestichezza con quella forza aggregante, aumentarla o diminuirla a volontà. È tutta questione di attaccamento e distaccamento, aggregazione e disgregazione".

- "In pratica, fare e disfare rapporti interpersonali come se fossero nodi di scarpe?"

- "Esatto".

- "Possono essere anche rapporti virtuali?"

- "Si. In fondo questo esperimento sociale non fa parte dell'addestramento. È solo un passatempo divertente per tenerti occupato fino al prossimo appuntamento. Dovrai studiare i tuoi simili, notando l'incompatibilità tra te e loro, la discrepanza tra la tua condizione e la loro condizione".




 
 
 

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