ZeRo Metodo Vol 1 – Cap 13
- Z o
- 7 giorni fa
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Visti i precedenti, Francesco intuiva che non si trattava di uno scherzo.
ZeRo - "Non hai ancora capito la lezione dell'ignoto?", chiese Zero tramite il diffusore acustico.
Francesco - "E quale sarebbe la lezione dell'ignoto?”
ZeRo - "La lezione è che l'ignoto non asseconda la tua volontà personale. L'Infinito non fa i tuoi interessi. Esso va contro gli interessi dell'ego".
L'ego di Francesco non ne poteva più.
Fra - "Porca puttana. Prima il digiuno di tre giorni, ora la vasca di deprivazione sensoriale. E poi cosa? Un seppellimento da vivo?"
ZeRo - "Wow, Fra... sai che mi hai dato proprio una bella idea!?", rispose Zero pieno di entusiasmo.
Fra - "Dannazione, con te è meglio non parlare".
- "Ora dovrai spogliarti, entrare in quella vasca e uscire quando te lo dirò io".
- "E quand'è che mi dirai di uscire?"
- "Quando aprirò la porta potrai uscire, non un minuto prima né un minuto dopo".
- "Ma sei scemo!"
Francesco tentò di abbandonare la stanza, ma la porta era chiusa a chiave. Essendo una porta blindata non poteva neppure sfondarla. Non aveva chance. Doveva entrare in quella vasca.
La vasca di deprivazione sensoriale, detta anche Floating Tank, cioè vasca di galleggiamento, è uno strumento inventato negli anni sessanta dal ricercatore John Lilly. Si tratta di una vasca isolata da tutti i rumori, gli stimoli e le distrazioni esterne, riempita da un liquido composto da acqua, magnesio e sale. La temperatura è molto vicina a quella corporea, cioè di 36,5°, e viene mantenuta sempre costante. Viene chiamata vasca di isolamento perché ti isola dal mondo esterno.
- "Sono fottuto", pensò Francesco - "Se voglio uscire vivo da qui devo passare anche questo test del cazzo!"
Si spogliò, entrò nella vasca di deprivazione, chiuse la porticina e si distese lì dentro.
Ora doveva seguire il flusso.
Ma quale flusso?
Il flusso del liquido in cui si era immerso?
Il flusso dei pensieri?
Il flusso delle sue emozioni?
Nel dubbio provò a seguire il flusso dei suoi pensieri.
Pessima decisione. Quel flusso frenetico non voleva arrestarsi. Gli vennero in mente ricordi di tutti i tipi, traumi, delusioni, incidenti.
Passò al flusso delle emozioni, però anche quel flusso era intollerabile. Emersero troppe emozioni corrosive come rabbia, rancore, odio.
Non restava che assecondare il flusso delle sensazioni fisiche. Quest'ultimo flusso sembrava il più gradevole. I muscoli del corpo si erano rilassati, il cervello rilasciò una buona dose di endorfine, il flusso dei pensieri e delle emozioni corrosive si arrestò. Dall'inconscio cominciava ad emergere un nuovo flusso, un flusso di brevi allucinazioni. Non si trattava di bad trip, cioè di visioni inquietanti come quelle prodotte da alcuni stupefacenti. Al contrario, erano visioni paradisiache. Francesco, per la prima volta nella sua vita si sentiva in estasi. Il tempo si era fermato e la sua mente fluttuava nello spazio Infinito.
Era questa la destinazione dell'ignoto? Lo spazio Infinito?
Mentre Francesco si era assentato dal mondo, Zero e il suo amico si trovavano nella stanza a fianco. Ammazzavano il tempo giocando a carte, leggendo qualche rivista, ascoltando musica.
Ormai erano già passate un paio di ore.
- "Zero, quand'è che aprirai la porta?"
- "Non lo so..."
- "Lo sai che normalmente questa esperienza dura un paio di ore, al massimo..."
- "Si, ma questa non è un'esperienza normale. Inoltre si dice che l'inventore della Floating Tank fosse rimasto dentro per una decina di ore".
- "Lilly aveva già abituato il corpo e la mente a quell'esperienza. Inoltre lui era un ricercatore spericolato, ambizioso, visionario. Un mix di genio e follia. Poi ti ricordo che 60 minuti di permanenza nella vasca equivalgono a 6 ore di sonno profondo".
- "Per i saggi indiani il sonno profondo, detto Turiya o quarto stato, è lo stato interiore più elevato, quello che più si avvicina all'autorealizzazione. Se lo lasciamo a mollo nel sonno profondo, la sua mente si resetterà".
- "Oppure il suo cervello andrà in tilt..."
- "Non credo... Francesco non è come l'uomo comune. Ad ogni modo la scelta non spetta a me".
- "E a chi spetterebbe?"
- "All'ignoto".
Il povero Francesco era come il gatto di Schrödinger, fluttuava in uno stato di vuoto quantistico dove poteva essere vivo oppure morto.
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